RUMOROSE, VELOCI E CON LE RUOTE LARGHE: IMOLA CLASSIC 2018 E’ IL FESTIVAL DEL MOTORSPORT. AUTOAVIO.EU di Fabrizio Pagotto e Umberto Buoro.

Siamo in viaggio da circa un’ora verso uno dei circuiti che hanno scritto le più belle pagine del motorsport di tutti i tempi, intitolato ad Enzo e Dino Ferrari l’autodromo di Imola ci aspetta per una domenica intensa e particolarmente impegnativa. Cosa ci spinga ad alzarci così presto e macinare chilometri di strada è insito in quei box bordo pista ancora chiusi e incredibilmente silenziosi. Non sarà certo un po’ di pioggia a spaventare i piloti, sicuramente curve e saliscendi diventeranno più insidiosi e la visibilità ridotta dal muro d’acqua, lo spettacolo sarà comunque garantito. Il fascino delle auto classiche da corsa sta nel loro dna rumoroso, nelle loro ruote larghe, nei loro colori sgargianti. Il profumo di benzina misto gomma bruciata le accompagna inebriando il pubblico che, ipnotizzato da tanta esuberanza, si nutre del loro mito rivedendo in loro folli gare a rotta di collo verso l’agognato traguardo. A due anni dall’ultimo evento, Peter Auto l’ente organizzatore di gare per prestigiose auto storiche da competizione, riporta nel circuito del Santerno un ricco buffet di bolidi da corsa per saziare la nostra fame di motorsport, noi da sempre alla ricerca di quel sapore per le competizioni di un tempo che tanto ci attraggono, così come la meccanica pura senza sofisticati intermediari elettronici e l’uomo pilota in primis che affida la sua vita nelle mani sapienti dei suoi meccanici. Quando si alza il sipario vengono svelate bellezze mitiche dal fascino senza tempo come la Ford GT40 o la Ferrari 512S che negli anni ’60 e ’70 si contesero le gare di durata. Non sono da meno le gruppo C che scendono in pista con le incredibili auto che tra gli anni ’80 e ’90 corsero la 24 ore di Le Mans. Dalle linee sinuose ed accattivanti ma dal carattere ruvido e indomabile tra tutte la Ferrari 250 GT e l’Alfa Romeo TZ gareggiano per il tanto ambito “Greatest Trophy”. Con l’ammirazione e lo stupore del pubblico sfreccia veloce l’Alfa Romeo 33/3 del 1969, a seguire la Lola T290 BDG del 1972 e la blasonata Porsche 917 K con livrea Gulf, l’imponente 512 BB LM con l’inconfondibile 12 cilindri boxer Ferrari esce dai box nervosa e una Ferrari 250 Drogo affascina tutti per bellezza e rarità; a chiudere ci pensa un vero jet a reazione: la Howmet TX del 1968 con il suo pazzesco motore a turbina. 

La pioggia ci scivola addosso mentre noi catturiamo istanti unici: i fari riflessi sull’asfalto bagnato, alcuni meccanici durante un rabbocco di benzina, lo sguardo del pilota dietro la visiera del casco; in altri casi invece il momento è tale per cui immagini o parole sarebbero insufficienti a descriverlo e allora si decide di abbassare la camera e di assaporarlo fino in fondo. La giornata in pista volge al termine, esausti ci riposiamo tra gomme e alettoni all’interno di un box, sul nostro volto la consapevolezza di aver vissuto ancora una volta tutto ciò che era nei nostri desideri.

Fabrizio Pagotto per AUTOAVIO.EU

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